Dal 01.07.2009 Campagna di Indignazione Nazionale prosegue la propria attività insieme alla campagna di informazione, mobilitazione e raccolta di adesioni promossa a livello nazionale da «Sbilanciamoci!» e «Rete italiana per il disarmo».
di Amedeo Tosi
«13 miliardi di euro per i cacciabombardieri F-35. E un "terremoto" di indignazione, un coro di proteste. É quello che la società civile è chiamata, ora più che mai, ad esprimere dopo che l'8 aprile 2009 le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al "Programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter JSF", il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026».
É con questo annuncio che il 16 aprile 2009 ho deciso di invitare i lettori di www.grillonews.it ad aderire a questa Campagna di Indignazione Nazionale, lanciata dalla testata online stessa, mediante la sottoscrizione di un appello rivolto alle istituzioni politiche nazionali e agli organi di informazione, in cui veniva sottolineato che «con queste righe desideriamo esprimervi la nostra indignazione. Che diventa ancora più grande di fronte alla preoccupante crisi economica che influisce sulla vita di milioni di cittadini che vivono in Italia, e alle altrettanto preoccupanti calamità naturali che hanno colpito una parte del nostro Paese. Sappiate che riteniamo inammissibile e immorale che il Governo si impegni ad investire decine di miliardi di euro per l'acquisizione di cacciabombardieri. Per questo ci impegniamo a far sì che questo grido di indignazione giunga in ogni luogo d'Italia, nella speranza che il suddetto "Programma pluriennale" venga fermato».
Obiettivo: richiamare l'attenzione dei cittadini e dei mass-media nei confronti di una questione importante, che da anni vede impegnate molteplici realtà associative, in primis le organizzazioni della società civile unite nella campagna «Sbilanciamoci!» e la Rete italiana per il disarmo.
In questi due mesi e mezzo la Campagna, condotta esclusivamente utilizzando Internet, è riuscita a coinvolgere oltre 8700 cittadini di ogni estrazione sociale, che hanno sottoscritto l'appello e trovato in questo blog informazioni e aggiornamenti relativi all'iniziativa. Parallelamente la Campagna ha inoltrato più volte l'appello ai destinatari (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidenti di Camera e Senato, Ministri e Gruppi parlamentari di Camera e Senato, Presidenti delle Regioni, organizzazioni sindacali e un migliaio di mass-media) riscontrando un discreto interesse da parte di alcune testate giornalistiche e un preoccupante silenzio delle autorità politiche.
Il 19 maggio 2009, Rete Italiana per il Disarmo e Campagna Sbilanciamoci hanno lanciato su scala nazionale una analoga campagna di pressione, denominata «Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!», affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione i miliardi di spesa previsti.
Da qui la decisione della Campagna di Indignazione Nazionale di proseguire il proprio impegno di sensibilizzazione e mobilitazione confluendo nella suddetta iniziativa nazionale, in modo da unire gli sforzi e testimoniare così l'unità di intenti di migliaia di cittadini di buonsenso convinti che l'acquisizione di strumenti di morte sia un imperdonabile spreco di risorse.
Unisciti al coro di indignazione: firma la petizione nazionale «Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!» e, come sempre, passaparola!
Amedeo Tosi
direttore responsabile di GRILLOnews.it
e promotore della Campagna di Indignazione Nazionale
La mozione voto contro l'acquisto di 131 cacciabombardieri JSF - F35 da parte dell'Italia è stata approvata a larga maggioranza dal Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige - Sud Tirolo il 16 giugno scorso. Riportiamo alcune parti della mozione su questo importante ed attuale tema: «Si abbandonino politiche di investimento negli armamenti per convertirli in atti economici concreti a favore della ricostruzione dell'Abruzzo e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica». «Considerando che nella notte del 6 aprile 2009 un catastrofico terremoto ha sconvolto le terre d'Abruzzo e che l'emergenza ricostruzione si prevede impegni le finanze statali con fondi da reperire in un lasso di tempo più che trentennale, così come indicato nei piani d'intervento governativi; considerando che servono molteplici e pluriennali risorse economiche da destinare a politiche attive di sostegno ai lavoratori che si trovano in condizioni a rischio di disoccupazione: Il Consiglio regionale del Trentino - Alto Adige/ Sud Tirol sollecita il Governo Italiano affinché la somma di 14, 6 miliardi di euro destinata all'acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF sia riconsiderata e quindi sia destinata: A) per 4, 6 miliardi di euro a politiche attive di sostegno ai lavoratori che in questo periodo di crisi sono a rischio disoccupazione; B) che i restanti 10 miliardi di euro siano destinati ad interventi per la ricostruzione di strutture abitative nelle zone d'Abruzzo colpite dal sisma del 6 aprile 2009».
Per seguire gli sviluppi della campagna a livello nazionale: www.sbilanciamoci.org
Per saperne di più sulla mozione voto: www.michelenardelli.it
RETE ITALIANA PER IL DISARMO - 11 GIUGNO 2009 - «Il 2008 ha visto un incremento delle minacce alla sicurezza, alla stabilità e alla pace in quasi ogni parte del globo». É la preoccupante introduzione del SIPRI Yearbook 2009, l'annuale rapporto presentato nei giorni scorsi dall'autorevole Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma. Una considerazione ancor più grave considerato che - come nota il direttore del Sipri, Bates Gill - "gli effetti della crisi finanziaria globale tenderanno a esacerbare queste sfide mentre i governi e le organizzazioni non-governative faticheranno a rispondervi efficacemente».
I dati presentati dal Rapporto non sono affatto rassicuranti. Nell'ultimo anno le spese militari mondiali sono cresciute del 4%, raggiungendo nel 2008 un nuovo record dalla fine della Guerra Fredda: si tratta di 1.464 miliardi di dollari (equivalente al 2,4% circa del Prodotto interno lordo mondiale) pari ad una spesa di 217 dollari per ogni abitante del pianeta. Dieci anni fa la stessa spesa non toccava i 1000 miliardi di dollari e l'incremento dal 1999 ad oggi è stato del 45%.
Si confermano quindi le preoccupazioni già espresse da Rete Italiana Disarmo sull'aumento delle spese militari internazionali e nazionali: l’Italia si posiziona infatti all’ottavo posto a livello mondiale tra i paesi con le maggiori spese per la difesa, mentre le esportazioni di armamenti confermano nel quinquennio 2004-2008 il permanere dell'Italia al settimo posto nel mondo.
Anche sul versante del commercio internazionale di armamenti, nonostante una leggera flessione nell'ultimo anno, dal 2005 si registra un trend di incremento nelle consegne dei maggiori sistemi di armamenti convenzionali. Il "valore finanziario" riportato dal SIPRI relativo all'anno 2007 segnala oltre 51,1 miliardi di dollari, ma le cifre - avverte l'Istituto di Ricerche - "sono al ribasso" in quanto non comprendono le esportazioni della Cina e di altri importanti paesi esportatori che non rendono noti i loro dati.
La produzione di armamenti è infatti andata aumentando e nel 2007 la vendita complessiva delle 100 maggiori industrie a produzione militare ha toccato quota 347 miliardi di dollari. Tra le prime dieci aziende troviamo, nell’ordine, Boeing, BAE Systems, Northrop Grumman, General Dynamics, Raytheon, EADS, L-3 Communications, Finmeccanica e Thales, tutte statunitensi o europee.
Per quel che riguarda le spese militari, troviamo per primi gli Stati Uniti non solo in termini assoluti (il 41,5% della spesa complessiva), ma anche relativamente all'incremento, che tra il 1999 e il 2008 è stato ben il 58% di tutto l'incremento di spesa mondiale. Altro dato preoccupante sono i budget per la difesa della Cina, ormai posizionatasi al secondo posto con quasi 85 miliardi di dollari, seguita poi da Francia (65,7 miliardi), da Gran Bretagna (65,3) e dalla Russia (58,6).
Desta ulteriore preoccupazione poi il fatto che Cina e Russia, con un incremento assoluto rispettivamente di 42 miliardi e 24 miliardi di dollari, abbiano triplicato circa la loro spesa militare nell'ultimo decennio. Anche nel continente africano (20,4 miliardi di dollari nel 2008) si riscontra un preoccupante incremento delle spese militari nell’ultimo decennio del 40%.
La Guerra al Terrore condotta da molti governi in termini puramente militari ha contribuito a creare questo incremento, ha rilevato Sam Perlo-Freeman capo del progetto sulle spese militari all'istituto svedese, ma la Rete Italiana per il Disarmo sottolinea come tale incremento delle spese militari sia iniziato già a fine anni Novanta. Nonostante la crisi economica mondiale iniziata nel 2008, il comparto non sembra subirne per ora particolari contraccolpi, anche sospinto dai 16 maggiori conflitti in atto nel mondo, concentrati per lo più in Asia, in Africa e in Medio Oriente, mentre quasi 190.000 soldati sono impegnati in 60 operazioni di peacekeeping multilaterale.
Permane contemporaneamente la minaccia attraverso le 23.300 armi nucleari possedute di otto paesi. Di fronte a questi dati, che evidenziano gli enormi flussi finanziari verso questo settore a scapito di altri possibili utilizzi di natura sociale che sicuramente avrebbero un maggiore impatto sulla condizione delle popolazioni, si riscontrano dei segnali di altra tendenza, come quelli provenienti dalla nuova amministrazione Obama, che sembra indirizzata a ripensare le priorità della propria politica nazionale.
La Rete Italiana Disarmo ritiene pertanto importante continuare nelle azioni per un miglioramento del controllo degli armamenti in una prospettiva di vero e complessivo disarmo. In particolare le azioni che come Rete e come organizzazioni aderenti intendiamo continuare a proporre riguardano:
1) l’istituzione di un Trattato internazionale sul commercio di armamenti (ATT) già oggetto di dibattito in sede ONU e per il quale negli anni scorsi si è condotta la mobilitazione internazionale Control Arms
2) la ripresa e la forte intensificazione di un percorso di disarmo nucleare anche sulla spinta della nuova politica a riguardo dell’amministrazione Obama negli USA
3) Accogliere le richieste della società civile mondiale per la messa al bando delle munizioni di tipo “cluster” eredi dirette di quelle mine anti-uomo ormai universalmente poste fuori legge
4) Operare una decisa riduzione delle spese militari e delle risorse così sottratte ad investimenti più utili ed importanti a vantaggio delle popolazioni.
Su quest’ultimo punto la Rete Italiana per il Disarmo ricorda che ciò si può fare anche direttamente a partire dal nostro paese e rilancia la mobilitazione in corso per chiedere al Governo di non procedere all’acquisto di 131 caccia bombardieri JSF F35 per circa 15 miliardi di euro. Con gli stessi soldi si potrebbero costruire 3000 nuovi asili nido, costruire 8 milioni di pannelli solari, dare a tutti i collaboratori a progetto la stessa indennità di disoccupazione dei lavoratori dipendenti, allargare la cassa integrazione a tutte le piccole imprese e procedere in tempi rapidi alla completa ricostruzione dell'Abruzzo colpito dal terremoto.
Ulteriori informazioni sui temi trattati in questo comunicato si possono trovare alle pagine:
- Armi tricolore in giro per il mondo: serve una nuova trasparenza! Armi italiane per oltre 3 miliardi di euro: le autorizzazioni all’esportazione del 2008 fissano un nuovo record.
- Cluster Bombs: l'Italia mantenga la parola data ad Oslo
- Iniziativa congiunta di Rete Italiana per il Disarmo e Sbilanciamoci! Stop F35! Parte la campagna contro i cacciabombardieri
- La mobilitazione con raccolta di adesioni contro gli F35
DIOCESI DI NOVARA
UFFICIO PER I PROBLEMI SOCIALI E DEL LAVORO
(GIUSTIZIA E PACE - SALVAGUARDIA DEL CREATO)
Vicolo Canonica 3/b - 28100 Novara
NOTA DELLA COMMISSIONE DIOCESANA GIUSTIZIA E PACE DI NOVARA
Un aiuto a riflettere
L'otto aprile scorso le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno approvato in via definitiva l'acquisto di 131 cacciabombardieri da combattimento denominati F35. Il programma di spesa per il completamento dell'acquisizione dei velivoli si aggira attorno ai 15 miliardi di euro, vale la pena sottolineare che questa spesa è stata sancita due giorni dopo il terremoto dell'Abruzzo! Nel progetto sono coinvolti diversi paesi (USA, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Turchia, Canada, Olanda, Danimarca, Norvegia) che oltre a mettere i capitali per la costruzione degli aerei, si attiveranno per produrre in loco nei rispettivi sistemi industriali, parti e componenti diversi degli aerei che verranno assemblati come atto finale a Cameri (Novara).
La Commissione Diocesana Giustizia e Pace rinnova pertanto l'attualità dell'appello formulato nel gennaio del 2007 a nome dei Vescovi del Piemonte, da Mons. Fernando Charrier, Vescovo di Alessandria e Presidente della Commissione Regionale Piemontese per la Pastorale Sociale e del Lavoro e Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne, Presidente di Pax Cristi Italia. In tale appello si legge: «Desideriamo riaffermare come comunità cristiana, la necessità di opporsi alla produzione e alla commercializzazione di strumenti concepiti per la guerra». Per questo crediamo sia importante promuovere una maggior conoscenza di ciò che significa la corsa agli armamenti e di conseguenza attivare tutti i canali a nostra disposizione per aiutare la comunità cristiana a riflettere su un tema delicatissimo, coinvolgendo nel contempo anche la più vasta opinione pubblica novarese.
Già nei giorni immediatamente successivi alla delibera parlamentare, autorevoli Istituzioni ecclesiali e prestigiose testate cattoliche mettevano in evidenza la contraddizione di questa scelta: mentre l'azione di Governo era rivolta a far fronte al dramma del terremoto e la generosità degli italiani si trasformava in sostanziosi contributi da devolvere a chi aveva perduto tutto, si decideva di acquistare i cacciabombardieri con una cifra che da sola sarebbe stata sufficiente alla ricostruzione degli edifici distrutti in Abruzzo. La medesima somma basterebbe a mettere in sicurezza metà delle scuole italiane, oppure garantire la produzione di otto milioni di pannelli solari, generatori di energia pulita per gran parte della popolazione italiana.
La Commissione Diocesana Giustizia e Pace è intervenuta a più riprese negli anni scorsi su questo tema, basti ricordare l'articolata presa di posizione presentata durante la Veglia per la Pace al Monte Mesma (Novara) del 2006/07; lo stesso Mons. Renato Corti (Vescovo di Novara, ndr) si è espresso in maniera inequivocabile contro il commercio delle armi e la corsa agli armamenti in diverse occasioni, non ultima la toccante omelia del 28 aprile scorso durante la celebrazione della Santa Messa in suffragio delle vittime del lavoro celebrata presso la Parrocchia di San Giuseppe in Novara: «Ai fedeli laici il Vangelo affida un compito grande: quello di essere, in campi come quelli dell'economia, dell'impresa, del lavoro, artefici di un mondo nel quale si possa dire che all'uomo e alla sua dignità viene riconosciuto il primo posto. E richiede a livello culturale e politico di essere promotori di un mondo di pace dove il fiume di denaro che viene indirizzato al commercio delle armi ed alla guerra, venga deviato verso opere concrete in favore dell'educazione, della salute, di un reddito pro capite sufficiente ad una vita decorosa e serena».
In questa linea andava l'insegnamento di Giovanni Paolo II che definiva la corsa agli armamenti immorale, non solo perché tesa a costruire strumenti di morte, ma anche e soprattutto perché essa sottrae risorse preziose che potrebbero essere utilizzate in maniera più proficua per lo sviluppo dei popoli.
In un'altra recente circostanza la follia della corsa agli armamenti è emersa con chiarezza quando, per un singolare privilegio, la nostra diocesi ha avuto l'opportunità di ascoltare dalla viva voce di Akira Fukaori la sua testimonianza di sopravvissuto all'esplosione atomica di Nagasaki, nella quale egli ha messo in evidenza quanto sia folle la potenza distruttiva delle armi atomiche e quanto sia fondamentale per ogni cristiano non adeguarsi alla «logica dell'Impero» che vuole armi sempre più potenti e sofisticate, ma piuttosto vivere e testimoniare fino in fondo la profezia biblica del trasformare le lance in falci e le spade in vomeri. In quella sera della Veglia per la Pace del 31 dicembre scorso a Gravellona Toce, Mons. Corti dava risonanza alla testimonianza di Akira Fukaori con queste parole: «La tragedia del 6 e del 9 agosto 1945 a Hiroshima e a Nagasaki, non deve ripetersi più: è questo ciò che sento urgente dire al termine di questa Veglia così intensa e che ha messo in primo piano la questione della guerra e soprattutto dell'uso delle armi nucleari».
Un grande profeta di pace dei nostri tempi, Raul Follereau, il 1 di settembre 1954 scrisse al Presidente degli Stati Uniti, Eisenhower e al Presidente del Consiglio dell'Unione Sovietica, Malenkov le seguenti parole: «Signori Presidenti, ciò che vi domando è così poco... quasi niente... Datemi un aereo, ciascuno di Voi un aereo, uno dei vostri aerei da bombardamento. Perché ho appreso che ciascuno di questi velivoli costa all'incirca cinque miliardi di franchi. E ho calcolato che, col prezzo di questi due aerei di morte, si potrebbero risanare tutti i lebbrosi del mondo». Facendo nostre queste profetiche parole, come Commissione Diocesana Giustizia e Pace riteniamo nostro dovere agire in tal senso: più che unirci a coloro che invocando l'imminente scontro di civiltà si adeguano passivamente alla logica delle armi e della violenza, riteniamo più evangelico mobilitarci per testimoniare coerentemente un impegno di pace che ha i suoi germi di giustizia nelle parole, nell'azione e nella vita di Gesù di Nazareth.
Aderendo ad un invito di Mons. Renato Corti, la nostra Commissione prossimamente curerà una riflessione più articolata sul tema della giustizia e della pace, sull'impegno per raggiungerle e sugli orizzonti profetici che devono guidare l'agire pastorale delle nostre comunità.
Commissione Diocesana Giustizia e Pace Novara
Novara, 10 giugno 2009
Lettera aperta al Governo, Parlamento e Partiti italiani.
Egregi Onorevoli e membri del GOVERNO, PARLAMENTO e PARTITI Italiani, apprendiamo con sgomento e indignazione dai quotidiani nazionali che il 7 e 8 aprile 2009 le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al «Programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter JSF», il faraonico progetto che il Governo intende lanciare mediante la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri JSF completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026.
A ciò va aggiunta la realizzazione sul suolo nazionale, a Cameri (Novara) di un centro europeo per la produzione, manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani ed olandesi: costo di 605,5 milioni di euro. E va aggiunto, anche, un altro miliardo di euro già investito per la fase di sviluppo. I cacciabombardieri JSF (meglio conosciuti come F-35) sono aerei d'attacco capaci di portare, se serve, anche ordigni atomici e che costituiranno la nuova linea tattica di Aeronautica e Marina nella prima metà di questo secolo.
Tutto ciò a dispetto delle tanto decantate "Missioni di pace" esportate in paesi del M.O. dove trovasi tuttora oltre 13.000 soldati italiani. Ma non siamo in tempo di pace? E l'Italia non ripudia più la guerra? A fronte di tutto ciò, il giorno 8 maggio 2009 con una delegazione del CO.GE.MIL. Comitato di Genitori di Militari caduti in tempo di pace, vittime del servizio (della ex leva), arrivati da tutta Italia e ricevuti dalla Presidenza della Camera dei Deputati a Roma (assente il Presidente) per richiedere ancora una volta l'approvazione di una legge risarcitoria in favore dei familiari di militari caduti in servizio, ma come sempre accade ormai da oltre trenta anni, ancora una volta ci viene ribadito la «mancanza di copertura finanziaria» per un equo risarcimento ai nostri figli soldati caduti per la patria in servizio "obbligatorio"; comunicazione che delude e irrita la delegazione al punto che una mamma di 73 anni (e che da 20 conduce questa battaglia) viene colta da infarto cardiaco e viene ricoverata d'urgenza presso l'Ospedale Gemelli di Roma dove resta ricoverata otto giorni.
Vi scriviamo questa lettera perché per noi cittadini qualunque e genitori di un militare caduto per lo Stato, riteniamo che tale trattamento verso i nostri figli morti, siano azioni di crudele indifferenza e di grave inciviltà nazionale.
Anna Cremona e Angelo Garro
Al Direttore di Avvenire
Caro Direttore, in questi tempi di crisi economica il Governo italiano, giusto all'indomani del terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo, ha intenzione di spendere 13 miliardi di euro per la costruzione e l'acquisto di 131 nuovissimi cacciabombardieri nucleari F-35.
Papa Giovanni XXIII, nella sua enciclica «Pacem in Terris», scriveva che le armi uccidono anche se non vengono utilizzate, perchè sottraggono ingenti risorse allo sviluppo dei popoli e alla soluzione dei gravi problemi che affliggono l'umanità. In questo caso gli F-35 sottrarranno risorse alla ricostruzione dell'Abruzzo, ma anche alle famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese, alla sanità, al welfare, ai giovani precari, ai poveri, alla cooperazione internazionale che nell'ultimo anno è stata dimezzata.
Di fronte a questo scandalo, sottaciuto dai media e financo dall'opposizione, è doverosa una "santa indignazione". Per questo il sito veronese di informazione indipendente Grillonews.it ha rivolto un appello ai politici italiani e ha lanciato una "campagna di indignazione nazionale" con un appello ai politici italiani contro la costruzione e l'acquisto degli F-35. La campagna in meno di due mesi ha raccolto oltre 8000 firme, che saranno inviate al Presidente della Repubblica, al Parlamento e al Governo italiano.
Per aderire: http://www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale
Luca Salvi, VR
Lettera pubblicata sul quotidiano Avvenire il 09.06.2009
A pochi giorni dal voto del 6 e 7 giugno, GRILLOnews.it propone a tutti i lettori, agli amici della pace e del buonsenso che utilizzano FaceBook di aderire alla Causa «IN 3 GIORNI (DAL 3 AL 5 GIUGNO 2009) IL POPOLO DI FACEBOOK VINCERA' LE ELEZIONI».
Clicca qui: http://apps.facebook.com/causes/292905
Dopo aver letto il testo dell'appello, clicca il pulsante JOIN per aderire e poi invita tutti i tuoi amici a fare altrettanto.
Amedeo Tosi
http://indignazionenazionale.splinder.com/
http://www.grillonews.it
IN 3 GIORNI (DAL 3 AL 5 GIUGNO 2009) IL POPOLO DI FACEBOOK VINCERA' LE ELEZIONI
INIZIATIVA VALIDA DAL 3 AL 5 GIUGNO 2009. LEGGI E INVITA TUTTI I TUOI AMICI AD ADERIRE ALLA CAUSA! PASSAPAROLA SUBITO!
Come è possibile che questo sogno si avveri?
Come è possibile battere i sondaggi e i miliardi del capo del Governo e dei suoi colleghi in 3 soli giorni?
Semplice: bisogna essere concreti e dire la verità.
Un buon argomento potrebbe essere quello di far sapere a tutti gli oltre 9 milioni di utenti italiani di Facebook che l'8 aprile 2009 è stato approvato in gran silenzio dalle Commissioni Difesa della Camera e del Senato l’acquisto di 131 aerei cacciabombardieri atomici dal costo di 100 milioni di euro l’uno. Con il costo di un aereo si potrebbero costruire 400 asili nido o pagare l’indennità di disoccupazione a 80 mila precari.
I partiti al Governo (PDL e Lega Nord), invece, hanno deciso di spendere oltre 13 MILIARDI di euro (cioè oltre 25.000 miliardi di vecchie lire) per acquisire 131 aerei cacciabombardieri atomici F-35!
Non ci sono risorse economiche per la scuola, l'università, la ricerca, le famiglie e le imprese in difficoltà... e il Governo si permette di decidere di spendere in armi più dell'intero ammontare di soldi necessari per ridare un tetto a chi, in Abruzzo, ha perso tutto a causa del terremoto. Scandaloso, immorale, inammissibile.
Se dal 3 al 5 giugno 2009 saremo in grado, tutti insieme, di far giungere la suddetta informazione a tutti gli iscritti italiani di FaceBook, forse il nostro sogno potrà diventare realtà.
Passaparola SUBITO a tutti i tuoi amici!
Per chi desidera approfondire:
1) http://indignazionenazionale.splinder.com/
2) http://www.sanpaolo.org/fc/0917fc/0917fc03.htm
3) http://www.sbilanciamoci.org/
4) http://www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale
5) http://www.sbilanciamoci.org/f-35/jsf_alt.pdf